martedì 8 luglio 2008

Musical Tuesday - N° 20

Ventesimo appuntamento della serie, tra l'altro in occasione del superamento dei 4000 clic sul blog (anche se credo circa 500 siano miei...), che continua il filone di musica italiana inaugurato martedì scorso.
Stavolta parliamo di Umberto Tozzi. In tutta Italia è conosciuto bene o male soprattutto per tre brani: "Ti Amo", "Gloria" e "Tu" (meglio nota ai digiuni di musica come "dabadàn dabadàn"), oltre che per "Gente Di Mare" (duetto con Raf) e "Si Può Dare Di Più" (insieme a Morandi e Ruggeri, vincitrice a Sanremo '87) più una vasta produzione di canzoni perlopiù d'amore contenenti immagini e passaggi testuali di una certa osticità comprensiva. Alcuni suoi detrattori potrebbero chiedersi da quale pusher si rifornisce. Io credo sia espressione di ricercatezza e di eccentricità, con risultati a volte efficaci, ma altre volte con un che di grottesco. Un esempio su tutti può essere il testo di "Eva", e questo passaggio in particolare: "Su New York, su Beirut, teschi di mammuth". A parte i complimenti (?) per la rima ricercata, bisogna anche dire che la canzone parla di una specie di olocausto nucleare dove gli unici superstiti sono il cantante e la sua amata. Ma i teschi di mammuth li hanno riesumati le atomiche? Magari con un po' di sforzo poteva trovare un'immagine evocativa senza scomodare animali estinti.

Vabbè, passiamo a cose più interessanti, ovvero il testo di oggi.
La canzone in questione è "Gli Altri Siamo Noi". Non l'hanno scritta i protagonisti di Lost, state tranquilli. Anche se tutto sommato un nesso potrebbe esserci. Lo vedremo dopo, durante l'analisi. Intanto gustatevi il testo.

Umberto Tozzi - Gli Altri Siamo Noi
(Le Mie Canzoni - 1991)

"Non sono stato mai più solo di così
E' notte ma vorrei che fosse presto lunedì.
Con gli altri insieme a me per fare la città,
Con gli altri chiusi in sè che si aprono al sole come fiori quando
Si risvegliano, si rivestono,
Quando escono, partono, arrivano.
Ci somigliano angeli avvoltoi,
Come specchi gli occhi nei volti
Perché gli altri siamo noi.

I muri vanno giù al soffio di un'idea,
Allah come Gesù in chiesa o dentro una moschea.
E gli altri siamo noi, ma qui sulla stessa via
Vigliaccamente eroi lasciamo indietro pezzi di altri nodi
Che ci aspettano e si chiedono perché nascono e subito muoiono
Forse rondini, foglie d' Africa
Ci sorridono in malinconia
E tutti vittime e carnefici,
Tanto prima o poi gli altri siamo noi.

Quando cantano,
Quando piangono
Gli altri siamo noi
Siamo noi siamo noi
In questo mondo gli altri siamo noi.
Quando nascono,
Quando muoiono
Gli altri siamo noi
Siamo noi siamo noi

Noi che stiamo in comodi deserti
Di appartamenti e di tranquillità
Lontani dagli altri,
Ma tanto prima o poi
Gli altri siamo noi.

In questo mondo piccolo oramai
Gli altri siamo noi

Sì, gli altri siamo noi
Fra gli Indios e gli Indù
Ragazzi in farmacie che ormai non ce la fanno più,
Famiglie di operai licenziati da robot
E zingari dell'est in riserve di periferia
Siamo tutti vittime e carnefici
Tanto prima o poi gli altri siamo noi.

L'Amazzonia
Il Sud Africa,
Gli altri siamo noi
Siamo noi siamo noi
In questo mondo gli altri siamo noi.
Quando sparano
Quando sperano
Gli altri siamo noi
Siamo noi siamo noi
In questo mondo piccolo oramai
Gli altri siamo noi (x4)
In questo mondo gli altri siamo noi. (sfuma)"

Nel titolo stesso, che ad una lettura veloce sembra incoerente, si capisce in realtà la profonda verità espressa nella canzone. Gli "altri", ovvero quelli che ci circondano e che spesso usiamo come termine di paragone per puntare il dito contro aspetti critici, possiamo diventarlo noi stessi in una situazione speculare. Per "loro" siamo "noi" del gruppo "avversario" ad essere gli "altri". Non è una cosa così complicata. Basta ricordarsi che ognuno di noi fa parte della gente. Singoli individui all'interno di un insieme vasto ed omogeneo chiamato umanità. Ognuno con le sue peculiarità, pregi e difetti. Si potrebbe azzardare un parallelo con la chimica. In natura esistono 92 elementi diversi, ognuno con le sue proprietà, ma tutti facenti parte della materia. Tutti gli atomi sono composti da protoni, elettroni e neutroni come tutti gli esseri umani hanno le stesse membra e gli stessi organi. (In linea di massima, ok, so che ad alcuni manca il cervello...) Tra di loro si creano legami più o meno forti, tra due o più atomi diversi. Le molecole di un composto fanno "gruppo" a sè, ma possono anche sciogliersi e gli atomi che le compongono possono andare a formare altre molecole. Ci sono atomi molto amichevoli, tipo l'idrogeno che va con quasi tutti, e quelli che se la tirano tipo i gas nobili. E ci sono anche quelli radioattivi che rompono le scatole un po' a tutti.
Trasposto agli esseri umani: abbiamo il concetto di famiglia, abitanti di uno stesso palazzo, quartiere, città, regione, stato, continente. Gruppi più o meno allargati. E scavalcando poi i limiti geografici, abbiamo "gruppi" per ideologia politica o religiosa, orientamento sessuale, musica preferita, fan di star del cinema, club del libro, amanti della motocicletta... L'essere umano è un animale a cui piace stare in compagnia dei suoi simili. Ci sono però gruppi in avversione tra loro. E l'avversione nasce dall'incapacità di immedesimazione nell'"altro" e nel non capire i suoi valori. Rientra in gioco il concetto di empatia che ho più volte citato in altri post. Vi metterei i link, ma non ho voglia di andarli a cercare ora :-D
La condivisione di questi valori propri di ogni gruppo non è necessaria, quello che è fondamentale è l'accettazione della loro esistenza e validità nell'ordine di idee dell'"altro". Senza cercare di volersi convincere a vicenda della superiorità delle proprie idee. Nulla è giusto o sbagliato a priori. Il giudizio in base ad un'idea va dato dopo accurata analisi ed esperienza della stessa, e non deve mai essere considerato definitivo. Anche i giudizi possono cambiare nel tempo. Ricordandosi che la situazione si può rovesciare da un momento all'altro e farci passare dalla parte degli "altri". Nel brano viene esplicitamente detto "tutti vittime e carnefici". Nello stesso momento.
Lo ricordo a tutti quelli che poco fa, leggendo il parallelo con la chimica, hanno pensato che sicuramente io sono un atomo di stronzio... :-D
Vi lascio ora al video ufficiale del brano, con la speranza vogliate dire la vostra su quest'argomento.
Buon ascolto e buona visione

JD

venerdì 4 luglio 2008

Emergenza Caldo?

E' estate.
E' cominciata ufficialmente il 21 giugno secondo gli astronomi.
Secondo l'uomo della strada, l'estate inizia circa a metà maggio. Dipende dalla latitudine e da quando toglie il cappotto pesante.
Secondo i TG, è iniziata circa un mese fa....
Con la famigerata

"EMERGENZA CALDO!!!"

(E qui ci starebbe bene un effetto sonoro tipo quello di "Frankenstein Junior" quando viene nominata Frau Blucher(iiiiihh))

Cioè? Cosa sarebbe questa Emergenza Caldo?
Temperature degne di Mercurio, umidità relativa del 200%, invasioni di locuste carnivore, prosciugamento dei pozzi artesiani, incendi boschivi di proporzioni apocalittiche, disidratazione istantanea delle persone, liofilizzazione dei tessuti corporei...
Insomma "la fine del mondo in mondovisione, in diretta dal satellite per l'occasione".
Ma cari i miei direttori di telegiornali...

Ma secondo voi, perché fa caldo??

PERCHE' E' ESTATE!!! E' normale che faccia caldo! E' il periodo più caldo dell'anno perchè la Terra e' illuminata dal sole per più ore al giorno! Ed inoltre, riferendosi alle stagioni dell'emisfero boreale, coincide con il periodo in cui il pianeta è più lontano al Sole. (il cosiddetto "afelio", proprio oggi, 4 luglio), per cui l'estate nell'emisfero Nord è in un certo senso "meno calda" di quella dell'emifero Sud. Più sei lontano dalla stufa, meno senti il caldo, giusto?

E allora perché i giornalisti parlano di EMERGENZA CALDO quando questa è la norma???

Ok, c'è tutta la menata del riscaldamento globale, effetto serra et similia (e a riguardo vi rimando al libro "Stato Di Paura" di Michael Crichton). Solo che non vedo il motivo di spaventare a questo modo la gente. Perché devono terrorizzare tutti con
messaggi esagitati del tipo: "Mettete in salvo vecchi e bambini!" oppure "Temperature di gran lunga sopra la media stagionale!"? Come se la misurazione non potesse contemplare valori alti. Anche quelli servono a fare media...
Basta ragionare per capire che qualsiasi Homo Sapiens dotato di buonsenso segue già da anni i loro consigli. Lo fanno istintivamente gli animali. L'uomo in linea teorica è più evoluto. (Ho dei dubbi, ma non è il caso di parlarne ora). Sono 30 anni che ogni estate al TG dicono di stare attenti al caldo.
Tutti consigliano di bere molto, mangiare frutta e verdura in quantità, non uscire nelle ore più calde. Tutte cose che viene quasi naturale fare! Dico "quasi" perchè la stupidità umana non ha limite....
Il corpo stesso te lo dice: se ha caldo, suda per regolare la temperatura. Quindi perde liquidi. Che devono essere reintegrati. Risultato? HAI SETE! Dunque bevi.
Deve venirmelo a dire il giornalista?
Sappiamo da millenni che a mezzogiorno il Sole è più alto, i raggi arrivano perpendicolari (circa) e sono più cocenti. Mamma mi diceva sempre: non andare al Sole verso ora di pranzo, o ti cucini pure tu. Tutte le popolazioni del mondo lo sanno, a parte forse gli Inuit, che hanno uno strano rapporto con giorno e notte, e i Turisti Crucchi, che sono un caso a parte.
Il semplice buon senso te lo dice: se posso stare all'ombra, perchè andare a cercare l'evaporazione istantanea? E comunque in certi casi, in barba al consiglio, è necessario lo stesso spostarsi nelle ore più calde. Tipo per andare a lavoro. Cosa che io stesso faccio tutti i giorni lavorativi, alle 2 meno un quarto, in bicicletta. Sotto il Sole cocente. Eppure sono ancora vivo...
Come altri milioni di lavoratori che fanno la pausa pranzo a casa. Mangiando insalata di riso o caprese, non peperonata o tortellini in brodo. Forse i giornalisti sono sempre di corsa, a pranzo mangiano un panino in redazione... E non ci vedono più dalla fame. Ma la Fiesta gli è andata di traverso mi sa. E non capiscono più una mazza.

E con lo stesso andazzo parlano di:
EMERGENZA MALTEMPO, se piove per più di 2 giorni di fila.
EMERGENZA FREDDO, se vedono il parabrezza con la brina quando escono di casa la mattina.
EMERGENZA INFLUENZA, se loro nonna ha la febbre e tossisce.
E via discorrendo... Tra un po' ci sarà anche l'Emergenza Tiepido, visto che devono tenere in allerta la gente anche nei periodi di stanca.
Ma state calmi! Che poi la gente si agita, dà fuori di matto e comincia a dare i numeri. Che non sono neanche buoni da giocare al Superenalotto...
Ora chiudo il post, sono stanco e sudato. Sono quasi le 7 di sera e ci sono 33 °C, se la colonnina di mercurio non è flippata pure lei dal caldo e mente. E sono in emergenza anche: ho finito l'acqua e menta! Come affronterò la prossima ondata di calore? Devo sentire cosa mi consigliano di fare al prossimo TG...

JD

martedì 1 luglio 2008

Musical Tuesday - N° 19

Come accennato martedì scorso, a partire da questa settimana l'appuntamento con il Musical Tuesday avrà dei cambiamenti. Solo per il periodo estivo (l'idea è quella di sfruttare i 5 martedì di luglio e i 4 di agosto) posterò i testi di brani italiani, generalmente famosi, e che come al solito possono essere fonte di argomenti di discussione.

Oggi comincio con un autore un po' di nicchia, sia per il suo stile musicale per certi versi sperimentale, sia soprattutto per i suoi testi. Se vi dico che parlo di Franco Battiato capite subito cosa intendo. Frasi ostiche, riferimenti enigmatici, locuzioni auliche e parole apparentemente fuori contesto sono frequenti nei brani che propone al pubblico. E molte orecchie poco avvezze a questo registro linguistico mal sopportano. Battiato rappresenta la figura del filosofo-poeta moderno, che coglie i lati brillanti ed oscuri della società e li mette in musica, ma anche che ragiona e, appunto, filosofeggia, su altri grandi aspetti della vita di tutti i giorni. Per farvi capire facilmente cosa intendo dire, passo subito a proporvi il primo testo. Si tratta di un brano effettivamente poco noto al grande pubblico, ma che esprime appieno quel che dicevo a riguardo degli argomenti dibattuti dal cantante.

Franco Battiato - Gli Uccelli
(La Voce Del Padrone - 1981)


"Volano gli uccelli volano
nello spazio tra le nuvole
con le regole assegnate
a questa parte di universo
al nostro sistema solare.

Aprono le ali
scendono in picchiata atterrano
meglio di aeroplani
cambiano le prospettive al mondo
voli imprevedibili ed ascese velocissime
traiettorie impercettibili
codici di geometria esistenziale.

Migrano gli uccelli emigrano
con il cambio di stagione
giochi di aperture alari
che nascondono segreti
di questo sistema solare.

Aprono le ali
scendono in picchiata atterrano
meglio di aeroplani
cambiano le prospettive al mondo
voli imprevedibili ed ascese velocissime
traiettorie impercettibili
codici di geometria esistenziale.

Volano gli uccelli volano
nello spazio tra le nuvole
con le regole assegnate
a questa parte di universo
al nostro sistema solare."

L'album da cui è tratta è quello più famoso di Battiato, quello che in un certo senso ha fatto conoscere il suo nome al grande pubblico. Come dicevo prima, in questo brano l'autore si interroga su di una cosa apparentemente banale, sotto gli occhi di tutti, ma che effettivamente nasconde qualcosa al di là della normale comprensione. A chi non è mai capitato di vedere gli uccelli volare? E quanti hanno desiderato di poter fare come loro e vagare liberamente nell'aria? La fisica ha poi dato la spiegazione scientifica al volo, permettendo poi di costruire aeroplani che "imitano" gli uccelli. Ma saper "come funziona" non ha affatto tolto il fascino del volo maestoso e senza fatica apparente degli uccelli. E qui l'autore solleva una questione non così facile da districare: "con le regole assegnate a questa parte di universo". Ovvero: le leggi fisiche secondo le quali il volo è permesso, sarebbero circoscritte al nostro sistema solare. E' perciò possibile che la fisica così come noi la conosciamo abbia regole totalmente diverse e stravolte in altri zone dell'universo. E non è un'ipotesi tanto campata per aria... Un certo Stephen Hawking potrebbe dire quasi che è una sua teoria...
Per ora vi lascio ragionare su quest'affascinante pensiero mentre guardate le immagini del video. Su TuTubo non ho trovato il video ufficiale, ma ritengo questo slideshow efficace, oltre che toccante. E poi a me interessa di più farvi sentire la musica e le parole... :D

Tornando con i piedi per terra, passo ora a proporvi un altro brano di Battiato, decisamente più noto. Secondo me è anche una delle più belle e significative canzoni d'amore mai scritte. Sto parlando ovviamente de "La Cura". Senza ulteriori indugi vi presento il testo.

Franco Battiato - La Cura
(L'Imboscata - 1996)


"Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
Dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
Dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.

Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
Dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
Perché sei un essere speciale,
Ed io, avrò cura di te.

Vagavo per i campi del Tennessee
(Come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
Attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
La bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.

Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
Perché sei un essere speciale
Ed io avrò cura di te...
Io sì, che avrò cura di te."

Una sua particolarità è che nel testo non è mai specificato il sesso della persona a cui è dedicata, ("perché sei un ESSERE speciale"), nè di quella che "parla", per cui esprime la possibilità che sia una qualunque persona a dedicarla ad una qualsiasi altra, senza alcuna limitazione di nessun tipo. L'amore espresso è così forte da andare al di là delle leggi fisiche pur di "curare" la persona amata e renderla felice. C'è una totale dedizione nel sentimento che è qualcosa che difficilmente si può trovare. E chi ce la fa deve sentirsi particolarmente fortunato...
Da questa foto, non sembra uno che sa cos'è l'amore vero? Eppure i versi sono suoi. Come quelli di tutte le altre stupende canzoni che ha scritto...
Vi lascio ora al video del brano. Almeno questo è quello "ufficiale", preso da una qualche TV locale... Ma ripeto, a me preme di più far apprezzare parole e melodia. Certe canzoni anzi sono solo da ascoltare, magari ad occhi chiusi...
Buon ascolto e buona visione.

JD

martedì 24 giugno 2008

Musical Tuesday - N° 18

Ultimo martedì di giugno, ultimo appuntamento "regolare" con i Musical Tuesdays. Dalla settimana prossima e per tutto il mese di luglio ho in programma alcuni cambiamenti, ma vi lascio la sorpresa. Oggi propongo una pietra miliare della storia della musica, un brano folk che tutti hanno sicuramente sentito, non venite a dire che non lo conoscete. Non serve aver visto "Il Laureato" con Dustin Hoffman per ricordarsela. E' il brano più famoso di Simon & Garfunkel, talmente noto che anche i truzzi che ascoltano solo l'house hanno vagamente idea di cosa sia... "The Sound Of Silence". Cos'altro aggiungere? Come introduzione basta questo, le considerazioni sul testo, come al solito le faccio dopo.


Simon & Garfunkel - The Sound Of Silence
(Sound Of Silence - 1966)


"Hello darkness, my old friend
I've come to talk with you again
Because a vision softly creeping
Left its seeds while I was sleeping
And the vision that was planted in my brain
Still remains
Within the sound of silence

In restless dreams I walked alone
Narrow streets of cobblestone
'Neath the halo of a street lamp
I turn my collar to the cold and damp
When my eyes were stabbed by the flash of a neon light
That split the night
And touched the sound of silence

And in the naked light I saw
Ten thousand people maybe more
People talking without speaking
People hearing without listening
People writing songs that voices never shared
No one dared
Disturb the sound of silence

"Fools," said I, "you do not know
Silence like a cancer grows
Hear my words that I might teach you
Take my arms that I might reach you"
But my words like silent raindrops fell
And echoed in the wells of silence

And the people bowed and prayed
To the neon god they made
And the sign flashed out its warning
In the words that it was forming
And the sign said "The words of the prophets are written on the subway walls
And tenement halls
And whispered in the sound of silence"


Simon & Garfunkel - Il Suono Del Silenzio

"Salve oscurità, mia vecchia amica
Son tornato di nuovo a parlarti
Perché una visione insinuandosi leggermente
Ha lasciato i suoi semi mentre stavo dormendo
E la visione che è stata impiantata nel mio cervello
Ancor rimane
Dentro il suono del silenzio

In sogni agitati io cammino da solo
Lungo strette strade di ciottoli
Sotto l'alone di un lampione stradale
Mi alzo il bavero per il freddo e l'umidità
Quando i miei occhi sono colpiti dal lampo di una luce al neon
Che squarcia la notte
E tocca il suono del silenzio

E alla nuda luce vidi
Diecimila persone, forse più
Persone che parlavano senza dire nulla
Persone che sentivano senza ascoltare
Persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai condiviso
Nessuno avrebbe osato
Disturbare il suono del silenzio

'Sciocchi' dissi 'voi non sapete
Il silenzio cresce come un cancro
Ascoltate le mie parole che vorrei potervi insegnare
Prendete le mie braccia con cui vorrei potervi raggiungere'
Ma le mie parole caddero come silenziose gocce di pioggia
Ed echeggiarono nel pozzo del silenzio

E le persone si inchinarono e pregarono
Al dio al neon che avevano fatto
E l'insegna lampeggiò il suo avvertimento
Nelle parole che stava formando
E l'insegna disse 'Le parole dei profeti sono scritte sui muri delle metropolitane
E negli atri dei condomini'
E sussurrò nel suono del silenzio."

Particolare da far notare e che prima ho volutamente tralasciato, è che la canzone è stata scritta da Paul Simon in seguito all'assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy. I versi del brano esprimono i sentimenti provati dagli abitanti degli U.S.A. in seguito all'omicidio e le mancate reazioni da parte della popolazione. Gli americani erano rimasti talmente shockati dall'evento che si sono chiusi nella quasi totale inazione. A differenza invece dei mass-media che non hanno parlato d'altro per mesi. Ecco "il dio al neon" dove sta, negli schermi televisivi.E le persone ascoltano, assorbono quel torrente di informazioni, senza capirle però. Si perde quasi del tutto la capacità critica, non si distingue quasi più tra realtà e finzione, tra ciò che è vero e corrisponde ai fatti reali, e ciò che è gonfiato ed enfatizzato a sproposito. Pensate solo a tutte le teorie di complotto tirate in ballo dopo l'assassinio di JFK. Quanto c'è di vero in quelle notizie? Chi può dirlo.
E cose simili succedono tutti i giorni: sui giornali, alla TV, per radio e sui portali web. L'unica forma di comunicazione veramente libera rimasta è il blog. Lì ognuno può esprimere la sua opinione senza censura. Ma è proprio vero? Comincio ad avere dei dubbi anche a riguardo di questo. Vedo di spiegarmi: quando un blogger fa un post, lo fa per comunicare il suo modo di vedere un determinato argomento. La sua opinione può essere frutto di sue elucubrazioni personali (per quanto vaneggianti e aberranti) o può essere la rielaborazione di qualcosa che ha letto su altri siti (o visto in tv/sentito alla radio/letto sul giornale) a cui aggiunge le sue conclusioni. Il problema sorge quando non vengono riportate le fonti della notizia, le fonti sono inattendibili, o l'evento è una balla vera e propria, dipinta dall'autore come veritiera. E capire quando lo fa non è poi così facile. Se cominciassi a farvi esempi di notizie fasulle che hanno fatto il giro del mondo, rese verosimili a regola d'arte, il post diventerebbe ancora più lungo del solito. Quindi vedo di concludere qui "piantando un seme nel vostro cervello", sperando rimanga e cresca. E mi accodo al messaggio trasmesso nella canzone: "Esprimete la vostra opinione ragionata, non rimanete muti ad assorbire e poi sparar fuori senza filtro ciò che vi ha riempito la testa". E' il parlare solo per il fatto di aver la bocca che causa tanti problemi. Riflettere prima di parlare è una cosa passata di moda...
Dopo tutte queste ciance, vi lascio come al solito al video. Stavolta doppia porzione, il live della versione classica del '66 preso dalla tv americana, seguito da un altro live, molto più recente (credo 2003, ma non sono sicuro), alla reunion del duo dopo anni di separazione. E' riarrangiata in un modo travolgente, ma forse ancora più coinvolgente. A voi decidere l'esecuzione più toccante.
Buon ascolto e buona visione.


JD

martedì 17 giugno 2008

Musical Tuesday - N° 17

17simo appuntamento di martedì 17. E' un caso? Sì, non sono superstizioso :-D

Le puntate ora non seguiranno più un filo conduttore, troppo difficile svilupparlo come si deve e starci dietro. (Sì, sono pigro, lo ammetto). Per cui di settimana in settimana proporrò brani diversi a seconda del mio umore, stato d'animo, voglia di scrivere e tempo a disposizione. E dato che il tempo ora è poco, ne approfitto per analizzare il testo di una canzone che adoro e che non so se avrò altra opportunità per proporre. Come ho già detto in altri post precedenti, cerco di cogliere le occasioni al volo. Quindi oggi porto a vostra conoscenza il testo di "November Rain" dei Guns N' Roses. E' un altro esempio di gruppo di hard rock che si propone ad un pubblico più vasto con una ballata romantica, come già precedentemente avevo messo in luce nel caso dei Metallica, (vedi MT 13).
La canzone, molto più lunga rispetto alla media (siamo quasi a 9 minuti), è caratterizzata da un crescendo che porta ad un finale roboante e maestoso, che dalle prime note difficilmente si potrebbe intuire. E questa struttura non è casuale, ma finalizzata all'argomento trattato: la pioggia di Novembre. L'effetto "magico" si ottiene equiparando il brano e la musica stessa ad un temporale autunnale, una vera e propria tempesta, con assoli di grandine e momenti in cui piovigginano note di pianoforte. Con dei "lampi" della voce caratteristica di Axl Rose e dei "tuoni" di Slash che non ci stanno male. Visto che il brano è lungo, vedo di dare un taglio al mio sproloquio e vi lascio alla poesia romantica dei G'N'R.

Guns N' Roses - November Rain
(Use Your Illusion I - 1991)


"When I look into your eyes
I can see a love restrained
But darlin' when I hold you
Don't you know I feel the same

'Cause nothin' lasts forever
And we both know hearts can change
And it's hard to hold a candle
In the cold November rain

We've been through this such a long long time
Just tryin' to kill the pain

But lovers always come and lovers always go
And no one's really sure who's lettin' go today
Walking away

If we could take the time to lay it on the line
I could rest my head just knowin' that you were mine
All mine
So if you want to love me then darlin' don't refrain
Or I'll just end up walkin' in the cold November rain

Do you need some time... on your own
Do you need some time... all alone
Everybody needs some time... on their own
Don't you know you need some time... all alone

I know it's hard to keep an open heart
When even friends seem out to harm you
But if you could heal a broken heart
Wouldn't time be out to charm you

Sometimes I need some time... on my own
Sometimes I need some time... all alone
Everybody needs some time... on their own
Don't you know you need some time... all alone

And when your fears subside and shadows still remain, oh yeah
I know that you can love me when there's no one left to blame
So never mind the darkness we still can find a way
'Cause nothin' lasts forever even cold November rain

You're not the only one
You're not the only one
Don't ya think that you need somebody
Don't ya think that you need someone
Everybody needs somebody
You're not the only one
You're not the only one

Don't ya think that you need somebody
Don't ya think that you need someone
Everybody needs somebody
You're not the only one
You're not the only one

Don't ya think that you need somebody
Don't ya think that you need someone
Everybody needs somebody
You're not the only one
You're not the only one

Don't ya think that you need somebody
Don't ya think that you need someone
Everybody needs somebody..."


Guns N' Roses - La pioggia di Novembre

"Quando guardo nei tuoi occhi
Posso vedere un amore represso
Ma tesoro, quando ti stringo
Tu non sai che sento la stessa cosa?

Perché nulla può durare per sempre
E tutti e due sappiamo che i cuori possono cambiare
Ed è dura tenere in mano una candela
Nella fredda pioggia di Novembre

Ci siamo rimasti in mezzo per tantissimo tempo
Solo provando ad uccidere il dolore

Ma gli amanti sempre arrivano e gli amanti sempre vanno
E nessuno è veramente sicuro di chi oggi sta lasciando andare
via camminando.

Se avessimo potuto prenderci il tempo di mettere le cose in ordine
Avrei potuto riposare la mia testa solo sapendo che tu eri mia
Tutta mia
Quindi se vuoi amarmi, allora tesoro non ti trattenere
O io semplicemente smetterò di camminare nella fredda pioggia di Novembre

Non hai bisogno di un po' di tempo... per conto tuo?
Non hai bisogno di un po' di tempo... tutto da sola?
Tutti hanno bisogno di po' di tempo... per conto loro
Non sai che hai bisogno di un po' di tempo... tutto da sola?

So che è difficile tenere il cuore aperto
Quando persino gli amici sembrano volerti far del male
Ma se tu sapessi curare un cuore spezzato
Non sarebbe la volta in cui ti potrei affascinarti

A volte mi serve un po' di tempo... per conto mio
A volte mi serve un po' di tempo... tutto da solo
Tutti hanno bisogno di un po' di tempo... per conto loro
Non sai che hai bisogno di un po' di tempo... tutto da sola?

E quando le tue paure svaniscono e le ombre ancora rimangono, oh sì
So che tu puoi amarmi quando non rimane nessuno da incolpare
Dunque non badare all'oscurità, possiamo ancora trovare una strada
Perché nulla dura per sempre, nemmeno la fredda pioggia di Novembre

Tu non sei l'unica
Tu non sei l'unica
Non credi di aver bisogno di qualcuno?
Non credi di aver bisogno di qualcuno?
Tutti hanno bisogno di qualcuno
Tu non sei l'unica
Tu non sei l'unica

Non credi di aver bisogno di qualcuno?
Non credi di aver bisogno di qualcuno?
Tutti hanno bisogno di qualcuno
Tu non sei l'unica
Tu non sei l'unica

Non credi di aver bisogno di qualcuno?
Non credi di aver bisogno di qualcuno?
Tutti hanno bisogno di qualcuno..."


E' la storia di un amore tormentato, di due persone di fronte alla scelta di continuare con la loro storia o di farla finitae andare ognuno per la sua strada. "Niente dura per sempre, nemmeno la fredda pioggia di Novembre", ovvero l'amore può finire, non è eterno, come i temporali autunnali sembrano infiniti, tanto da durare per giorni interi, ma lo stesso smettono. E' interessante il paragone che viene fatto tra i sentimenti e le condizioni atmosferiche, la passione travolgente come un temporale e il freddo che poi lascia dentro quando è finita. Riprendersi e tornare a scaldarsi non è così semplice quanto sembra. C'è bisogno di un po' di tempo, da soli. E' la domanda retorica che assilla chi canta, proiettando il suo bisogno sulla persona amata, facendola quasi sembrare una necessità sua: devo restare solo per pensarci un po'. E la riflessione in caso di dubbio è spesso l'atteggiamento migliore, soprattutto per evitare decisioni affrettate.
Vi lascio alla visione del video, che può risultare con un finale un po' enigmatico. Lascio a voi l'interpretazione, a me al momento sfugge una spiegazione coerente e sensata. Gustatevi però la musica, a me il finale fa venire i brividi ogni volta che l'ascolto. E non è colpa della fredda pioggia di Novembre...
Buon ascolto e buona visione.

JD

martedì 10 giugno 2008

Musical Tuesday - N° 16

Con l'appuntamento di oggi mi sgancio un po' dal filone trattato nelle scorse puntate. Questo perché c'è una canzone che è un po' che mi frulla per la testa e cerco di trovare un pretesto od un aggancio valido per inserirla nelle puntate del Musical Tuesday. Siccome mi sono stufato di rimandare, la propongo oggi e mi metto l'animo in pace. Sto parlando di "Pride (In The Name Of Love)", il brano che ha lanciato a pieno titolo gli U2 nella Rock&Roll Hall Of Fame. La canzone mi ha sempre affascinato ed è stata una delle prima che ho tradotto per mio gusto personale da quando ho cominciato a capire un po' meglio l'inglese. In effetti la traduzione è piuttosto semplice, quel che più conta è il significato. Prima di lanciarmi nel solito sproloquio di analisi, faccio solo un piccolo appunto, dicendovi che il "destinatario" del brano è Martin Luther King, leader storico e carismatico del movimento non violento americano per i diritti civili.


Giusto per rinfrescarvi la memoria, riporto un passo del suo celeberrimo discorso al Lincoln Memorial nel 1963:

I have a dream: that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: "We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal"
Che tradotto significa più o meno questo:
Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: "Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali"
Credo sia inutile aggiungere altro e opportuno passare direttamente al testo della canzone.

U2 - Pride (In The Name Of Love)
(The Unforgettable Fire - 1984)


"One man come in the name of love
One man come and go
One man come here to justify
One man to overthrow
In the name of love!
One man in the name of love
In the name of love!
What more? In the name of love!

One man caught on a barbed wire fence
One man he resists
One man washed on an empty beach
One man betrayed with a kiss

In the name of love!
What more in the name of love?
In the name of love!
What more? In the name of love!

...nobody like you...there's nobody like you...

Early morning, April 4
Shot rings out in the Memphis sky
Free at last, they took your life
They could not take your pride

In the name of love!
What more in the name of love?
In the name of love!
What more in the name of love?
(fading)"


U2 - Orgoglio (Nel Nome Dell'Amore)

"Un uomo viene nel nome dell'amore
Un uomo viene e va
Un uomo viene qui per assolvere
Un uomo per rovesciare

Nel nome dell'amore!
Un uomo nel nome dell'amore
Nel nome dell'amore!
Che altro? Nel nome dell'amore!

Un uomo intrappolato in un recinto di filo spinato
Un uomo che resiste
Un uomo naufragato su di una spiaggia vuota
Un uomo tradito con un bacio

Nel nome dell'amore!
Un uomo nel nome dell'amore
Nel nome dell'amore!
Che altro? Nel nome dell'amore!

...nessuno come te... non c'è nessuno come te...

Mattina presto, il 4 di aprile
Gli spari echeggiano nel cielo di Memphis [assassinio di Martin Luther King, 1968]
Libero finalmente, loro hanno preso la tua vita
Ma non potranno mai prendere il tuo orgoglio

Nel nome dell'amore!
Che altro nel nome dell'amore?
Nel nome dell'amore!
Che altro nel nome dell'amore?
(sfuma)"

Nella sua semplicità, il brano trasmette un segnale molto chiaro: una sola persona può fare la differenza. Se questa si erge a figura d'esempio e ha il carisma e la determinazione necessaria, può scatenare una serie di effetti a catena che portano a cambiamenti sostanziali su scala internazionale. Ed è quello che è stato Martin Luther King negli anni '60 negli USA riguardo al riconoscimento dei diritti civili per la popolazione di colore. Oppure, sempre legato allo stesso argomento, è il caso di Rosa Parks, la donna che ebbe il coraggio di opporsi ad una legge insulsa, quella che prevedeva che sugli autobus le persone di colore dovessero sedersi nei posti in fondo. La sua determinazione le valse sì il carcere, ma fu anche la molla che fece scattare le contestazioni, che si estesero a macchia d'olio in tutti gli Stati Uniti.
Esempi a riguardo si possono fare in moltissime altre occasioni, e non solo riguardo a figure pacifiche. Potrei citare Gandhi, Madre Teresa, papa Giovanni Paolo II. Ma la presenza di un leader carismatico può portare anche a conseguenze "negative" (dipende da che parte le si guarda) a seconda degli effetti. E qui cito Hitler, Stalin, Napoleone, Osama Bin Laden. Per le loro migliaia di sostenitori, stavano facendo la cosa giusta. Un solo uomo fa la differenza, ma dev'essere un uomo speciale. La sua singolarità deve poter muovere la massa. Per cui deve esercitare una fortissima influenza e deve aver la capacità di comunicare il suo pensiero in modo chiaro e forte. In questa capacità sta la chiave della stabilità politica. Non voglio fare nomi nè addentrarmi in questioni spinose, ma credo che una persona simile sia quello che servirebbe a risollevare le sorti dell'Italia.

Ma non voglio parlare di politica ora, preferisco concentrarmi sull'amata musica. Dove anche nelle band musicali il ruolo del leader è fondamentale per creare l'affiatamento del gruppo. E gli U2 sono un esempio lampante di questo: la figura di Bono (al secolo Paul Hewson) è associata indossolubilmente al gruppo stesso, quasi fossero una cosa sola. Questo perché i quattro componenti, oltre che essere amici di lunga data, vanno molto d'accordo tra loro. Del resto ben poche rock band possono vantarsi di non aver mai cambiato nessun membro della formazione in più di 30 anni di carriera...
Vi lascio alla visione del video, un'appassionante esibizione live che non differisce molto in contenuti dal videoclip ufficiale, ma che può dare un'idea della presenza scenica del gruppo e dell'effetto che fa sui fan.
Buon ascolto e buona visione.

JD

martedì 3 giugno 2008

Musical Tuesday - N° 15

E' qualche settimana che sto riflettendo abbastanza profondamente (per quanto i miei quattro neuroni me lo permettano) su quel che sta succedendo in giro per quel caro pianetucolo che chiamiamo Terra. Ne capitano di tutti i colori: non parlo solo di fatti atroci di cronaca locale, parlo di quel che succede a livello mondiale. Non voglio entrare nel merito, ne parlano già abbastanza i vari network. Tra l'altro oggi c'era un certo mister Ahmadinejad a Roma, uno che ha una idea tutta sua della geografia mediorientale. E in Cina stanno ancora cercando di contare quante vittime ha fatto il terremoto. E negli USA litigano su chi sarà candidato come prossimo occupante dellla poltrona della stanza dei bottoni. Potrei citarvi anche l'Africa, ma lì lo sappiamo che stanno morendo tutti con ben poca gente nel resto del mondo che ci pensa. Il punto è che tutti 'sti casini non sono una novità degli ultimi due o tre anni. Ovvio che per arrivare alla criticità di una situazione ci sono decenni di preparazione, decine di sintomi e indizi che possono far intuire l'evolversi delle cose. L'importante è coglierli e non sottovalutarli.

Già negli anni '60 dello scorso secolo qualcuno finalmente si era reso conto di quel che stava succedendo e aveva intenzione di farlo sapere al resto del mondo, senza farsi tanti problemi. Quel qualcuno in questione è stato Barry McGuire, prima di altri, che ha reso famoso un brano scritto da un altro cantante suo amico, P.F. Sloan, considerabile come la prima canzone di protesta e denuncia della storia della musica. Poi sono venuti anche i già citati Bob Dylan e Phil Ochs, senza dimenticare Joan Baez. Quel che dà da pensare però è come sia l'autore sia l'esecutore del brano che oggi vi propongo siano poi stati interdetti dal riprodurlo per un bel po' di anni, finendo su una specie di "lista nera" dei cantanti cattivi. Niente concerti dal vivo sponsorizzati, niente apparizioni in tv nazionali, niente interviste dai giornali di musica. Il loro pensiero non era condiviso dal governo statunitense nè da chi con esso ci aveva a che fare per salvaguardare i propri interessi economici. Cuciamogli la bocca, così stiamo tranquilli. McGuire ha continuato a cantare in sordina, ridefinendo radicalmente il suo messaggio ed in un certo senso arrendendosi ai potenti. Peccato.
Dopo tutto questo preambolo, vi lascio come al solito al testo e poi al video.


Barry McGuire - Eve Of Destruction
(Eve Of Destruction - 1965)


"The eastern world it is explodin',
Violence flarin', bullets loadin',
You're old enough to kill but not for votin',
You don't believe in war, what's that gun you're totin',
And even the Jordan river has bodies floatin',
But you tell me over and over and over again my friend,
Ah, you don't believe we're on the eve of destruction.

Don't you understand, what I'm trying to say?
Can't you feel the fears that I'm feeling today?
If the button is pushed, there's no running away,
There'll be no one to save with the world in a grave,
Take a look around you, boy, it's bound to scare you, boy,
And you tell me over and over and over again my friend,
Ah, you don't believe we're on the eve of destruction.

Yeah, my blood's so mad, feels like coagulatin',
I'm sittin' here, just contemplatin',
I can't twist the truth, it knows no regulation,
Handful of Senators don't pass legislation,
And marches alone can't bring integration,
When human respect is disintegratin',
This whole crazy world is just too frustratin',
And you tell me over and over and over again my friend,
Ah, you don't believe we're on the eve of destruction.

Think of all the hate there is in Red China!
Then take a look around to Selma, Alabama!
Ah, you may leave here, for four days in space,
But when your return, it's the same old place,
The poundin' of the drums, the pride and disgrace,
You can bury your dead, but don't leave a trace,
Hate your next-door-neighbour, but don't forget to say grace,
And you tell me over and over and over and over again my friend,
you don't believe we're on the eve of destruction.
you don't believe we're on the eve of destruction."


Barry McGuire - Vigilia Della Distruzione

"Il mondo dell'est sta esplodendo
La violenza infiamma, i proiettili vengono caricati
Sei grande abbastanza per uccidere ma non per votare
Tu non credi nella guerra,ma cos'è quella pistola che stai portando?
Persino nel fiume Giordano ci sono dei corpi galleggianti
Ma dimmelo ancora, e un'altra volta e un'altra volta ancora amico mio,
Ah, tu non credi che siamo alla vigilia della distruzione.

Non capisco cosa sto cercando di dirti?
Non riesci a percepire le paure che io sto sentendo oggi?
Se il pulsante viene premuto, non c'è via di scampo
Non ci sarà nessuno da salvare con tutto il mondo in una tomba
Guardati attorno ragazzo, sei destinato a spaventarti, ragazzo
E dimmelo ancora, e un'altra volta e un'altra volta ancora amico mio,
Ah, tu non credi che siamo alla vigilia della distruzione.

Sì, il mio sangue è così matto, sembra quasi coagularsi
Sto seduto qui, solo ad osservare
Non posso cambiare la verità, lei non conosce regole,
Un gruppo di senatori non approva le leggi
E marciare da soli non porta integrazione
Quando il rispetto umano si sta disintegrando
Questo pazzo mondo è semplicemente troppo frustrante
E dimmelo ancora, e un'altra volta e un'altra volta ancora amico mio,
Ah, tu non credi che siamo alla vigilia della distruzione.

Pensa a tutto l'odio che c'è nella Cina Rossa!
Poi dai un'occhiata a Selma, in Alabama! [teatro di violenti scontri razziali]
Ah, puoi anche andartene, per quattro giorni nello spazio,
Ma quando tornerai sarà sempre lo stesso vecchio posto
Il rullare dei tamburi, l'orgoglio e la disgrazia
Puoi seppellire i tuoi morti, ma non lasciare traccia,
Odia il tuo vicino di casa, ma non dimenticarti di perdonare.
E dimmelo ancora, e un'altra volta e un'altra volta ancora amico mio,
Tu non credi che siamo alla vigilia della distruzione
Tu non credi che siamo alla vigilia della distruzione."

Credo che il testo parli da solo. E che sia facile fare un parallelo con i nostri giorni, cambiando ovviamente le giuste cose. La visione dello scrittore è altamente pessimistica, la speranza è agli sgoccioli e la fine sembra quasi inevitabile. Dalla sua previsione di sventura sono passati 43 anni, e la situazione è pur sempre grave. Ma siamo davvero alla vigilia della distruzione? Manca davvero solo un passo alla realizzazione degli scenari apocalittici descritti? E' una bella domanda da farsi. Certo, guardando tutti i casi precedenti, i vari profeti di sventura, millenaristi, Nostradamus, sette sataniche varie, non ci hanno azzeccato nemmeno una volta e siamo ancora tutti qui. Cioè, non proprio tutti tutti, ma la Terra è ancora in piedi, resistente alle varie botte che gli abbiamo assestato.

E poi c'è una precisazione da fare: anche se scompare l'umanità, è davvero la fine del mondo? Direi proprio di no. Il pianeta Terra non scompare, alcune forme di vita rimarranno lo stesso a popolarlo: batteri, funghi, qualche specie di insetto (famoso l'esempio degli scarafaggi che resistono alla guerra atomica), forse anche qualche animale più "evoluto" sulla scala biologica. Ricordo solo cos'è successo quando sono scomparsi i dinosauri: è stata la volta dei mammiferi. Forse ora è venuto il turno di qualcos'altro. A questo proposito consiglio la lettura di un libro: "Il Quinto Giorno" di Frank Schätzing. Cercatevi la trama, non voglio anticiparvi nulla.
Vi lascio alla visione del video, con una piccola nota: purtroppo su TuTubo c'è solo questo con la faccia dell'autore ed una sua esibizione live. Altri video del brano esistono, ma includono un messaggio politico sotto forma di slideshow. Non credo sia il modo più opportuno di far conoscere la canzone, ne influenzerebbe l'interpretazione degli ascoltatori. Poi ognuno è libero di cercarseli e guardarseli con comodo.
Buon ascolto e buona visione.

JD

venerdì 30 maggio 2008

What's Going On?

Avvertenza ai lettori: Avviso fin da subito che questo è un post lungo, molto lungo, a dir poco logorroico, scritto di getto in varie puntate, ricordandomi in ognuna solo vagamente cosa avevo scritto in quelle precedenti e soprattutto senza mai rileggere, come faccio sempre del resto... Mettetevi comodi, mangiate, andate in bagno e poi accingetevi a leggerlo tutto d'un fiato, senza interruzioni. Solo così riuscirete a cavarne qualcosa di utile, almeno credo. Probabilmente è un post totalmente inutile come molti altri, ma almeno per un buon quarto d'ora avrò messo in moto qualche miliardo dei vostri neuroni. Fatto tutto il necessario? Bene, potete cominciare.

Prendo spunto dalla celebre canzone di Marvin Gaye, "What's Going On?" e dal precedente post (MT 14 per chi non l'avesse ancora letto) per dare sfogo ad un pensiero che mi assilla da molto tempo. E che da quel che sento e leggo in giro, non vaga solo per il vuoto cosmico della mia testa, ma anche in quello di altre persone.
Che sta succedendo?
Ovvero: ma è normale che succeda quello che vedo intorno a me?
Non parlo solo della mia vita o di quella di chi mi sta intorno. Parlo proprio del mondo in generale. Le cose cambiano e accadono talmente in fretta che starci dietro è difficile. C'è chi si fa trascinare dalla corrente e ne subisce passivamente le conseguenze, chi ha un atteggiamento stoico e va avanti per la sua strada cercando di fare meno deviazioni possibili e chi invece si pianta lì come uno scoglio e cerca imperterrito di deviare i flutti senza smuoversi di un nanometro dalla sua posizione. E una persona può essere tutte e tre le cose contemporaneamente, a seconda delle situazioni che lo circondano. Sto parlando forse un po' troppo per enigmi, vero?
Per spiegarmi meglio: guardo la TV e vedo che ogni giorno succedono disgrazie di ogni tipo. Morti ammazzati, cartoni animati orribili, disastri naturali, atti di pura malvagità gratuita, Filippo DeMaria (noto lassativo), la pubblicità di un antidiarroico mentre sto cenando, segni di intolleranza razziale e religiosa, esseri vagamente umanoidi con pretese di bella presenza che tentano miseramente di condurre un programma di alto livello culturale... Ce n'è per tutti i gusti, anche per chi ha il gusto dell'orrido. E la domanda che mi scatta automatica è questa: ma è "normale" che sia così? E' veramente questo quello che vogliamo? Non ce l'ho con la TV, sia chiaro, o almeno, non solo con quella. Vedo che quel che mi circonda ora, a 24 anni, non è più quello che mi circondava 5 o 10 anni fa. Facile, il tempo passa, le cose cambiano. Certe cambiano in meglio, altre cambiano decisamente in peggio. Forse è perché ero ancora giovane e inconsapevole e non capivo bene come funzionasse il mondo. Non che ora abbia pretese di saperlo alla perfezione, ma qualche anno di esperienza in più ha sicuramente giovato.
Tralasciando il fatto che definire il concetto di "normalità" è arduo ed estremamente soggettivo, prendiamo per vera l'affermazione che "normale" stia a significare "quello che la maggior parte delle persone considera una cosa naturale e non guarda storto chi rappresenta quegli aspetti".
Ovvero: se lo fanno quasi tutti, è il modo giusto di farlo. Che è una cosa concettualmente sbagliata, fa molto gregge di pecore senza testa, ma 6 miliardi di persone la pensano così.
Mi viene in mente a riguardo una battuta anonima raccolta in "Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano". Recita così: "Mangiate merda! Miliardi di mosche non possono essersi tutte sbagliate...". Quindi, solo perché lo fanno in tanti, non vuol dire che sia la cosa più corretta o più furba. Solamente è quella più diffusa.
Nella mia "normalità", 10 anni fa stavo decidendo per la prima volta cosa fare della mia vita. Circa in questo periodo stavo pensando (si fa per dire) all'esame di licenza media. Ero talmente preoccupato per gli esami che ho passato la settimana tra la fine delle lezioni e la prima prova scritta leggendo fumetti a quintali. Ansia praticamente zero. Sapevo che sarebbero stati una passeggiata perché ero consapevole delle mie capacità. Cosa rara in un 14enne, devo ammetterlo. Era un'età di passaggio importante, una specie di anticamera alla vita "da grande". Dovevo decidere come continuare gli studi, cosa fare una volta raggiunta la maggiore età. A parte che non so ancora come si possa pretendere che un 14enne decida da solo per il resto della sua vita, quando ha avuto una benché misera esperienza della stessa e soprattutto si è rincoglionito da mattina a sera con TV, Pleistèscion e videogame vari (una volta la PS non c'era, ma si giocava tanto a pallone e con le Lego, rincoglionendosi quanto basta). La sua vita la decide chi gli sta attorno: genitori, professori, parenti più o meno stretti. Ma al 90% sono mami e papi che decidono, molto spesso senza nemmeno chiedere al diretto interessato/a cosa abbia intenzione di fare. Alzi la mano chi non ha mai visto o conosciuto un genitore che abbia detto "Mio/a figlio/a da grande farà il medico/l'avvocato/la portinaia/il presidente del consiglio/la ballerina/il presentatore TV". Sono quelli che appena il figlio dice "mamma" sanno che sarà un bravo oratore. E appena dice "cacca" sanno che diventerà proprietario di una ditta di autospurghi. E poi ci sono quei genitori per cui i figli sono 20 anni di punizione per 20 secondi di passione e 20 nanosecondi di disattenzione. Almeno nella loro ottica. Di solito sono quelli con maggiori possibilità di conflitto generazionale. Non che i primi però scherzino... Fare i genitori è uno dei mestieri più difficili del mondo. Ma spesso diventare genitori coincide con il cancellare il ricordo di come si era da "giovani"... E anche crescere è una bella fatica, no?
Tornando qualche passo indietro (la mia solita cattiva abitudine di divagare..), parlavo della scelta dei 14 anni. Su consiglio di molti, ho optato per il Liceo Scientifico. "Sei bravo a scuola, vai a studiare ancora, fai il Liceo" mi dicevano un po' tutti. E a 14 anni, con una personalità e un carattere in via di formazione, mi son lasciato convincere. Cinque anni volati in un soffio. Tanti bei momenti e tanti momenti brutti, soddisfazioni e delusioni, vecchi amici persi, nuovi amici trovati, nuovi amici persi poco dopo e vecchi amici ritrovati dopo tanto. E poi, 5 anni fa, altro momento di scelta. La preparazione scolastica che avevo ricevuto prevedeva la continuazione degli studi. Per cui mi sono iscritto all'Università, come da copione. Quella era l'aspettativa che avevo, questo mi avevano dipinto sarebbe stato il mio futuro: diventa grande, studia, vai all'università, prendi la laurea, trova un lavoro da tanti soldi, fatti una famiglia, goditi tua moglie e i tuoi figli, falli crescere e studiare, diventa vecchio, vai in pensione, muori soddisfatto e fine della storia. E vissero tutti felici, contenti ed ingenui.
E invece, finito il Liceo, PAM! il duro impatto con la realtà. Per me intendo, per altri può essere avvenuto prima o deve ancora succedere. La favola comincia a perdere colpi, il sogno si incrina. Non è tutto rose e fiori come prima, le cose assumono una vera consistenza, non più quella specie di intangibilità onirica dipintami quando ero bambino. Si arranca. Si sbuffa. Si fa fatica. E' sangue, sudore e lacrime. E' pianto e stridore di denti. E se l'impatto è sufficientemente forte, restano ben pochi denti da far stridere.
Durante quell'estate sono piombato di colpo nel mondo vero. E' stato l'effettivo passaggio alla vita "da grande". Dovevo imparare a camminare sulle mie gambe tutto d'un colpo. La "normalità" della vita non era più quella che mi ero immaginato prima. Ho fatto la mia prima stagione, ho lavorato sodo e raggranellato i primi risparmi "veri", non la "paghetta" o qualche lavoretto saltuario. Ci avevo provato anche l'estate precedente, ma era andata male. Finalmente le cose andavano per il verso giusto. Settembre: stagione finita, università alle porte. Altro patatrac. Dopo il primo semestre ho capito che quella non era la mia strada. Quindi ho abbandonato. Dopo un'altra stagione, ero determinato a trovarmi un lavoro fisso. Ho fatto 6 mesi da disoccupato, tra una stagione e l'altra, distribuendo il mio scarno curriculum in giro come fosse un volantino pubblicitario. Nessuna offerta papabile. Neanche con le agenzie di lavoro interinale. Certo, in quei mesi ho conosciuto persone che mi hanno cambiato letteralmente la vita, e chi mi conosce sa a chi mi riferisco, persone grazie alle quali ho trovato un modo di andare avanti. Ma non era sufficiente. Almeno la stagione mi dava qualche soldo da mettere da parte. Perseguivo però ancora l'idea di vita che mi hanno inculcato da bambino. Così, due anni dopo la prima volta, ho riprovato con l'università. Convinto che in un'altra facoltà potesse andare meglio. Convinto che la laurea avrebbe spalancato portoni ovunque. Tutti mi avevano detto così del resto. Era "normale" che un ragazzo al giorno d'oggi prendesse la laurea. Solo gli scemi non ce l'hanno, mi dicevano. Che poi a guardare bene, quelli che sostenevano con più forza l'importanza della laurea erano proprio quelli che non ce l'hanno e mai l'avranno... In pratica "prendila tu almeno, che io non ho potuto...". Bella fregatura.
Anche il secondo tentativo si è rivelato infruttuoso, forse perché non ero più convinto così tanto nemmeno io. Tagliando corto ora, dopo aver rivelato tante cose che interessano a ben poca gente, circa un anno e mezzo fa ho avuto l'evento che ha finalmente dato un senso alla mia vita. Ho trovato un lavoro. A tempo indeterminato. Una perla in questo periodo. Ecco che il mio concetto di "normalità" andava a farsi un giro. Per un mio coetaneo ora la "normalità" è laurearsi, spesso a fatica e fuori corso, poi trovare un posto precario. Fare lavoretti saltuari di 3-6 mesi. "Missioni" le chiamano. Neanche fosse una guerra per arrivare alla pensione. Chi ha gli agganci entra nei posti al top, gli altri si arrangiano come possono. O c'è il papi che li spinge avanti e li mantiene fino a che resta sufficientemente lucido e non viene parcheggiato in un ospizio. C'è anche chi invece si accorge che la laurea tanto osannata è in realtà un pezzo di carta che fa solo bella figura se incorniciato in camera. E si tira su le maniche, cercando di far fruttare le conoscenze acquisite con profumati pagamenti agli atenei.
Anche solo 20 anni fa non funzionava così. C'erano altri dubbi e altre sicurezze. I sogni erano diversi, alcuni più realizzabili di ora. Ora è pressoché impossibile fare come la generazione dei miei genitori, ovvero una volta preso il diploma trovare un lavoro sicuro, metter su famiglia, accendere un mutuo per la casa e raggiungere la semi-stabilità economica tutto prima dei 30 anni. Ora a 30 anni, se tutto va bene, abbiamo da parte i soldi per comprare la macchina nuova. Ma tanto ce la regala il papi, no? I soldi servono per le serate in disco... Gli intraprendenti si aprono il loro negozio, la loro attività, non perché sia necessariamente quello che hanno sempre sognato, ma perché hanno capito che se si vuole avere qualcosa, bisogna farsi il didietro a cubo. E con i sacrifici ce l'hanno qualche bella soddisfazione. Io sono entrato in questa mentalità. Lavoro per vivere sereno, per fare una famiglia, per dare un futuro ai miei futuri figli. E' il sogno di tutti o quasi del resto. A farla grande, potrebbe essere assimilabile allo scopo della vita. Perpetuare la specie. A che pro? Mistero. Forse potrebbe essere l'unica cosa definibile "normale" in tutto ciò che succede al mondo. Oppure è possibile considerare "normale" che le cose cambino, per cui si arriva a non stupirsi più di nulla. Provate a confrontare la vostra "normalità" quotidiana, quello che fate tutti i giorni o comunque abbastanza spesso, con quella che è la quotidianità dei vostri genitori o dei vostri figli. O con quella del vostro vicino di casa. Ci sono 6 miliardi di "normalità" diverse, una per ogni essere vivente sulla Terra. E ognuna di queste è allo stesso tempo giusta e sbagliata.
Dove voglio arrivare con questo post? Non lo so. Quando ho cominciato a scriverlo avevo un'idea un po' confusa che speravo si chiarisse strada facendo, vedendo dove mi portava il discorso. Per voi magari è normale vedere una conclusione in ogni cosa che leggete. Per me è normale invece esprimere la mia opinione, solo per sollevare altre domande. Non è necessario avere tutte le risposte complete. Basta anche qualche pezzo di puzzle per avere un'idea più o meno vaga di cosa andrà a raffigurare. Io ho messo la mia manciata di pezzetti per oggi. Datemi una mano voi a completare il quadro. E ricordatevi che manca la figura di riferimento...
In attesa di altri contributi, recupero il vecchio slogan "meditate gente, meditate", che fa sempre il suo effetto...
JD

martedì 27 maggio 2008

Musical Tuesday - N° 14

Il periodo incasinato non mi permette molti interventi sul blog, ma non posso rinunciare all'appuntamento settimanale. Per la puntata n°14 vado a pescare una canzone che a suo tempo fu l'unica hit di una band promettente ma che poi ha percorso anzitempo il viale del tramonto. E' un rock leggero, per certi versi melodico, dove la parte portante è data dalla capacità vocale della cantante più che dalla base musicale stessa. La porto all'attenzione del gentile pubblico perché rientra nel filone dei brani "My way of life" che sto proponendo in questo periodo. Senza ulteriori indugi, gustatevi il testo e poi ne riparliamo a fine post.


4 Non Blondes - What's Up?
(Bigger, Better, Faster, More! - 1992)


"Twenty-five years and my life is still
Trying to get up that great big hill of hope
For a destination
And I realized quickly when I knew I should
That the world was made up of this brotherhood of man
For whatever that means
And so I cry sometimes
When I'm lying in bed
Just to get it all out
What's in my head
And I am feeling a little peculiar
And so I wake in the morning
And I step outside
And I take a deep breath and I get real high
And I scream at the top of my lungs
What's going on?
And I say, hey hey hey hey
I said hey, what's going on?
ooh, ooh ooh
and I try, oh my god do I try
I try all the time, in this institution
And I pray, oh my god do I pray
I pray every single day
For a revolution
And so I cry sometimes
When I'm lying in bed
Just to get it all out
What's in my head
And I am feeling a little peculiar
And so I wake in the morning
And I step outside
And I take a deep breath and I get real high
And I scream at the top of my lungs
What's going on?
And I say, hey hey hey hey
I said hey, what's going on?
Twenty-five years and my life is still
Trying to get up that great big hill of hope
For a destination."


4 Non Blondes - Che succede?

"25 anni e la mia vita è statica
Mentre cerco di salire quella grande collina di speranza
Per una destinazione
E velocemente ho realizzato, quando avrei dovuto già saperlo
Che il mondo è stato fatto da questa fratellanza di uomini
Qualunque cosa stia a significare
E così a volte piango
Mentre sto steso a letto
Lasciando solo andar fuori
Quel che c'è nella mia testa
E mi sento un po' fuori dagli schemi
E così mi sveglio la mattina
Ed esco fuori
E prendo un respiro profondo e mi sento proprio bene
E urlo a pieni polmoni
Che sta succedendo?
E dico, hey hey hey hey
Dico hey, ma che sta succedendo?
Ooh ooh ooh
E ci provo, o dio mio quanto ci provo
Ci provo tutto il tempo, in questa istituzione
E prego, o dio mio quanto prego
Prego ogni singolo giorno
Per una rivoluzione
E così a volte piango
Mentre sto steso a letto
Lasciando solo andar fuori
Quel che c'è nella mia testa
E mi sento un po' fuori dagli schemi
E così mi sveglio la mattina
Ed esco fuori
E prendo un respiro profondo e mi sento proprio bene
E urlo a pieni polmoni
Che sta succedendo?
E dico, hey hey hey hey
Dico hey, ma che sta succedendo?
25 anni e la mia vita è statica
Mentre cerco di salire quella grande collina di speranza
Per una destinazione."

La chiave dell'interpretazione sta nel primo verso del brano: "25 anni e la mia vita è statica". Ovvero: e ora? Non so che fare della mia vita, sono indeciso, cerco una "destinazione". In effetti è un'età di transizione, ancora a metà tra il dolce far niente dell'adolescenza, quando puoi dire "ho tempo prima di mettere la testa a posto" e darti alla pazza gioia, e la vera "vita adulta", ovvero routine lavoro-famiglia-svago sporadico-lavoro, tutto finalizzato alla sempre più fantomatica pensione. Il corpo permette ancora strapazzi vari, anzi, è il caso di approfittarne, ma la mente comincia a dare i primi segni di voler cambiar marcia. E quindi va in crisi.
A dirla tutta come si deve, 25 anni poteva essere l'età giusta nel 1993, al tempo della canzone. Ora il periodo si è spostato. Si parla più dei 30, in certi casi anche 35 anni. Non solo perchè in 15 anni l'età media è aumentata. E' cambiato proprio il modo di fare delle persone. A quelli che dicono "Non ci sono più i giovani di una volta" è bene rispondere "I giovani di una volta sono i vecchi di adesso". E in caso di conflitto generazionale è la risposta ottimale... Ora si è "giovani" secondo lo stato fino ai 18-20 anni, secondo la mentalità collettiva fino ai 30 e secondo ogni singola persona l'età è estremamente soggettiva. Ho una collega 34enne che si sente una vecchina, superpreoccupata per il lavoro, che non si concede un attimo di respiro e di svago se non quando prende il caffè in piedi alla macchinetta. E un altro collega suo coetaneo che va ancora a far bisboccia con gli amici tutte le sere o quasi, lasciando moglie e figlio a casa. O a volte è la moglie che va a divertirsi e lui fa il baby-sitter. Che poi metta il bimbo a letto presto e lui guardi la tv è una storia a parte. Essere vecchi e sentirsi vecchi molto spesso sono due cose che non coincidono.
Dopo la divagazione, torniamo alla canzone: a 25 anni si comincia a cercare uno scopo nella vita. Che per i più fortunati e determinati può essere il "Farò l'astronauta" di quand'era bambino, mentre per altri può voler dire avere in mano un pezzo di carta filigranata firmata dal Magnifico e non saper che farsene. Ricordo ai più malevoli che non è doppio velo e che è ruvida. La domanda "che sta succedendo" non è rivolta al mondo circostante, ma a se stessi. C'è un conflitto interno tra le proprie volontà ed emozioni che sconvolge emotivamente e a volte anche fisicamente una persona. La domanda stessa, che è spesso senza risposta apparente, esprime quell'angoscia di vivere che caratterizza tutti noi. Ed ecco che entra in scena "l'urlo a pieni polmoni", che è una specie di valvola di sfogo di questo stravolgimento interiore.
Esattamente 100 anni prima di questa canzone, nel 1893 quindi, un norvegese, un certo Edvard Munch (mai sentito vero?) ha dipinto un quadro pressocchè sconosciuto. Talmente sconosciuto che io ho in camera la sua riproduzione sotto forma di puzzle da 1000 pezzi e un 4 anni fa è persino stato rubato da dei balordi e poi fortunatamente ritrovato e restaurato. Sto ovviamente parlando de "L'urlo".

Conoscendo un po' di biografia dell'artista, si capisce come il dipinto sia autobiografico. L'urlo stesso è l'espressione di cosa lo affligge e di cosa abbia passato durante la sua vita. E' la sua reazione agli eventi che lo circondano. E in un certo senso l'urlo per Munch è interpretabile come la "rivoluzione" invocata nella canzone. Solo che mentre Munch subisce passivamente gli eventi e ne è angosciato, nel brano si dà una visione più positiva, una spinta a reagire con i fatti, provando e riprovando a trovare una strada, una "destinazione". Non è affatto facile, ci vuole sostegno. E soprattutto ci vuole tempo. Del resto questa è la vita, andare avanti cercando un fine, che raramente è quello che ci si aspettava. Ma il gioco vale la candela e la soddisfazione ripaga di tutti gli sforzi. O no?
Mentre ragionate sul vostro scopo nella vita, godetevi il video e la canzone.
Buon ascolto e buona visione.

JD

martedì 20 maggio 2008

Musical Tuesday - N° 13

Questa settimana porto all'attenzione dei lettori un brano di fama mondiale, forse quasi una pietra miliare nella storia del metal, che però non suona troppo "duro" nemmeno alle orecchie degli ascoltatori casuali e degli amanti del pop. Parlo di "Nothing Else Matters" dei Metallica. Il gruppo è associato al metal per antonomasia, (non solo per il nome), e come tutti i gruppi metal, oltre ai classici pezzi di rock duro e puro, alterna ballate melodiche, lente e spesso con suoni in un certo senso più dolci. Generalmente sono questi i brani che coinvolgono le platee più ampie, andando al di là dei confini di genere che accolgono i fan più accaniti. Quando poi si va anche a leggere il testo, si entra ancora meglio nell'atmosfera. Sembra banale dirlo, ma le canzoni più belle sono quelle in cui le parole sono sottolineate dai suoni della melodia stessa, tanto che le due parti separate perdono quasi ogni valore. Per farvi capire questo concetto, ho messo anche il video della cover strumentale del brano eseguita dagli Apocalyptica. Impossibile non pensare alla voce insieme...

Metallica - Nothing Else Matters
(Metallica Black Album - 1991)


"So close no matter how far
Couldn't be much more from the heart
Forever trusting who we are
And nothing else matters

Never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I don't just say
And nothing else matters

Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters

Never cared for what they do
Never cared for what they know
But I know

So close no matter how far
It couldn't be much more from the heart
Forever trusting who we are
And nothing else matters

Never cared for what they do
Never cared for what they know
But I know

I never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I don't just say
And nothing else matters

Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters

Never cared for what they say
Never cared for games they play
Never cared for what they do
Never cared for what they know
And I know

So close no matter how far
Couldn't be much more from the heart
Forever trusting who we are
No, nothing else matters"


Metallica - Nient'altro importa

"Così vicino, non ha importanza quanto distante
Non può esserlo tanto di più dal cuore
Affidandoci per sempre in chi siamo
E nient'altro importa

Non mi sono mai aperto a questo modo
Le vite sono nostre, le viviamo a modo nostro
Tutte queste parole che semplicemente non ho detto
E nient'altro importa

Fiducia cerco e la trovo in te
Ogni giorno per noi è qualcosa di nuovo
Menti aperte per una visione diversa
E nient'altro importa

Non mi è mai importato di cosa fanno
Non mi è mai importato di cosa sanno
Ma io so.

(ripete le tre strofe)

Non mi è mai importato di quel che dicono
Non mi è mai importato dei giochi che fanno
Non mi è mai importato di cosa fanno
Non mi è mai importato di cosa sanno
E io lo so.

Così vicino, non ha importanza quanto distante
Non può esserlo tanto di più dal cuore
Affidandoci per sempre in chi siamo
No, nient'altro importa"


Tralasciando le varie ripetizioni, il brano esprime una visione nichilistica ed in un certo senso egoista della vita. Io faccio le cose a modo mio, non mi interessa di quel che pensano gli altri. Anche Frank Sinatra dice lo stesso in "My Way", ma lì è in una specie di sguardo al passato. E Sinatra in effetti non ci credeva molto in quel che cantava. I Metallica invece sono coerenti con ciò che dicono, a prescindere che chi li ascolta lo trovi giusto o sbagliato. Del resto non gli importa dei giudizi esterni. Vivono a modo loro. Con eccessi, sessodrogarock&roll, alcool a fiumi. Se agli altri va bene o no, a loro non gliene frega. In un certo senso è un pensiero da condividere, ognuno pensi a sè stesso. "Chi si fa gli affari suoi campa cent'anni" recita il vecchio adagio. Però questo può portare all'isolamento e alla solitudine. E se non ci fossero gli altri ad "impicciarsi", credo che una simile filosofia di vita possa portare alla distruzione dell'individuo. Fregarsene del giudizio altrui sì, ma non perdere la propria capacità di giudicare e di controllarsi...
Vi lascio ai due video, come promesso.
Buon ascolto e buona visione.

Questa la cover degli Apocalyptica:

JD

martedì 13 maggio 2008

Musical Tuesday - N° 12

La proposta di questa settimana è una canzone che tutti hanno sicuramente sentito almeno una volta. E' stata in effetti usata come chiusura in vari film ("Scoprendo Forrester" e "50 Volte Il Primo Bacio" per citare i due più famosi) e in un sacco di spot, quindi difficilmente potete non averla mai sentita. Pochi però sanno chi è l'esecutore di questa versione. E' un medley tra due brani molto famosi, il primo celebre perché cantato da Judy Garland ne "Il Mago Di Oz", il secondo è quella che ha reso noto Louis Armstrong a tutto il mondo. Il cantante invece ha un nome pressocchè sconosciuto in Italia quanto difficile da pronunciare e da ricordare ai più: Israel Kamakawiwo'ole. O più semplicemente IZ, come lo chiamano i suoi fan.

Era un hawaiiano purosangue, uno dei pochi, che appunto per questa sua peculiarità genetica ha sviluppato una forma grave di obesità. Dopo essere arrivato a pesare anche 340kg, nel 1997, all'età di 38 anni, ha avuto un arresto respiratorio legato ai suoi problemi di peso. Questi cenni biografici sono utili per comprendere il suo spirito. Nonostante i problemi della sua vita (anche suo fratello maggiore è morto in giovane età per attacco cardiaco), si è sposato ed ha avuto una figlia. E soprattutto ha cantato. Canzoni molto emozionanti ed evocative, ma anche canzoni a sfondo politico. Da sempre sostenitore dell'indipendenza hawaiiana, è considerato quasi eroe nazionale dalla popolazione di quelle isole. Sempre con questa sua aria gioviale e "bonacciona", data non solo dalla sua mole, ma proprio dal carattere. Tanto da valergli il soprannome di "Gigante Buono". I più curiosi possono cercare su TuTubo altri video di sue canzoni, io vi propongo la più famosa, soprattutto perchè il suo testo mi fa da apertura al nuovo argomento dei Musical Tuesdays.


Israel Kamakawiwo'Ole - Somewhere Over The Rainbow/What A Wonderful World
(Facing Future - 1993)

"Somewhere over the rainbow
Way up high
And the dreams that you dreamed of
Once in a lullaby
Somewhere over the rainbow
Blue birds fly
And the dreams that you dreamed of
Dreams really do come true

Someday I'll wish upon a star
Wake up where the clouds are far behind
Where trouble melts like lemon drops
High above the chimney tops thats where you'll find me
Somewhere over the rainbow bluebirds fly
And the dream that you dare to,why, oh why can't I?

Well I see trees of green and
Red roses too,
I'll watch them bloom for me and you
And I think to myself
What a wonderful world

Well I see skies of blue and I see clouds of white
And the brightness of day
I like the dark and I think to myself
What a wonderful world

The colors of the rainbow so pretty in the sky
Are also on the faces of people passing by
I see friends shaking hands
Saying, "How do you do?"
They're really saying, I...I love you
I hear babies cry and I watch them grow,
They'll learn much more
Than we'll know
And I think to myself
What a wonderful world.

Someday I'll wish upon a star,
Wake up where the clouds are far behind me
Where trouble melts like lemon drops
High above the chimney top that's where you'll find me
Oh, Somewhere over the rainbow way up high
And the dream that you dare to, why, oh why can't I?"


Da Qualche Parte Oltre L'Arcobaleno/Che Mondo Meraviglioso

"Da qualche parte oltre l'arcobaleno
La strada scorre veloce
E [ci sono] i sogni che hai sognato
Una volta in una ninna nanna
Da qualche parte oltre l'arcobaleno
Volano gli uccelli blu
E [ci sono] i sogni che hai sognato
Sogni che diventano realtà sul serio

Un giorno vorrei essere sopra una stella
E svegliarmi dove le nuvole sono lontane dietro a me
Dove i problemi si fondono come gocce di limone
Altro sopra le cime dei camini, ecco dove mi troverai
Da qualche parte oltre l'arcobaleno volano gli uccelli blu
E [ci sono] i sogni che tu hai osato fare, perché, perché non posso anch'io?

E io vedo alberi di verde
E anche rose rosse
Le vedo sbocciare per me e per te
E penso tra me e me
Che mondo meraviglioso

E io vedo cieli di blu e nuvole di bianco
E la luminosità del giorno
Mi piace l'oscurità e penso tra me e me
Che mondo meraviglioso

Il colore dell'arcobaleno così bello nel cielo
C'è anche sulle facce delle persone che passano
Vedo amici stringersi le mani
Dicendo "Come va?"
In realtà si stanno dicendo "Ti voglio bene"
Sento i bambini piangere e li guardo crescere
Impareranno un sacco di cose in più
Di quelle che sapremo mai noi
E penso tra me e me
Che mondo meraviglioso

Un giorno vorrei essere sopra una stella
E svegliarmi dove le nuvole sono lontane dietro a me
Dove i problemi si fondono come gocce di limone
Altro sopra le cime dei camini, ecco dove mi troverai
Oh, da qualche parte oltre l'arcobaleno la strada scorre veloce
E [ci sono] i sogni che tu hai osato fare, perché, perché non posso anch'io?"

Non credo sia necessario dare spiegazioni al testo. E' un desiderio utopico, il sogno di un luogo fantastico, "oltre l'arcobaleno", dove tutto è migliore, ma che in realtà, a guardar bene, lo abbiamo di continuo sotto gli occhi, nella vita di tutti i giorni. Viviamo in un mondo meraviglioso, ma ne vediamo solo gli aspetti negativi. IZ ha trovato le due canzoni che meglio esprimono questo desiderio già realizzato, ottendendo un risultato fantastico. Il tutto accompagnato dall'immancabile ukulele e da una voce dolce e melodica, che su un omone simile fanno un effetto strano, quasi comico, ma che se si va oltre l'apparenza, assumono tutto un altro carattere. Godetevi il video che ho trovato, è una specie di tributo postumo, una commemorazione multimediale, con annesso album fotografico del cantante.
Buon ascolto e buona visione.

JD

martedì 6 maggio 2008

Musical Tuesday - N° 11

Prima di tornare a qualcosa di allegro e cambiare totalmente argomento, ho ancora una canzone da portare alla luce. Il gruppo che la suona è famosissimo, i R.E.M., che tra l'altro hanno pubblicato un nuovo album con sonorità molto rock, segnale di conferma della loro svolta "ritmata". La canzone che vi propongo oggi è del periodo "soft", quello degli album che hanno portato sulla scena mondiale il gruppo, introducendolo nella lista degli innovatori. E' un brano malinconico, struggente, a tratti triste ma con un finale in crescita, che ribalta la situazione ed in un certo senso dà speranza. Posso azzardarmi a dire che se i personaggi di alcune delle canzoni che ho proposto nei precedenti appuntamenti (quelle dei suicidi per intenderci), avessero ascoltato questo brano, la canzone che parla di loro non avrebbe senso di esistere. Ascoltatevela senza interruzioni, ne vale davvero la pena.


R.E.M. - Everybody Hurts
(Automatic For The People - 1992)


"When the day is long and the night, the night is yours alone,
When you're sure you've had enough of this life, well hang on
Don't let yourself go, everybody cries and everybody hurts sometimes

Sometimes everything is wrong. Now it's time to sing along
When your day is night alone, (hold on, hold on)
If you feel like letting go, (hold on)
When you think you've had too much of this life, well hang on

'Cause everybody hurts. Take comfort in your friends
Everybody hurts. Don't throw your hand. Oh, no. Don't throw your hand
If you feel like you're alone, no, no, no, you are not alone

If you're on your own in this life, the days and nights are long,
When you think you've had too much of this life to hang on

Well, everybody hurts sometimes,
Everybody cries. And everybody hurts sometimes
And everybody hurts sometimes. So, hold on, hold on
Hold on (x 6)
Everybody hurts. You are not alone"


R.E.M. - Tutti feriscono

"Quando il giorno è lungo e la notte, la notte sei tu da solo,
Quando sei sicuro di averne avuto abbastanza di questa vita, beh, stringi [i denti]
Non lasciarti andare, tutti piangono e tutti feriscono qualche volta.

Qualche volta tutto è sbagliato. Ora è il momento di cantare insieme.
Quando il tuo giorno è una notte solitaria, (tieni duro, tieni duro)
Se ti sembra di lasciarti andare, (tieni duro)
Quando pensi di averne avuto fin troppo di questa vita, beh, stringi [i denti]

Perché tutti feriscono. Trova conforto nei tuoi amici.
Tutti feriscono. Non far cadere la tua mano. Oh, no. Non far cadere la tua mano.
Se ti sembra di essere solo, no, no, no, non sei solo.

Se te ne stai sulle tue in questa vita, i giorni e le notti sono lunghe,
Quando pensi di averne avuto fin troppo di questa vita per stringere [i denti]

Beh, tutti feriscono qualche volta,
Tutti piangono. E tutti feriscono qualche volta.
E tutti feriscono qualche volta. Dunque tieni duro, tieni duro.
Tieni duro (x 6)
Tutti feriscono. Tu non sei solo."



Il testo effettivamente è semplice, non esprime concetti troppo alti o complessi. E proprio nella sua semplicità trova la forza per colpire.Soprattutto accompagnato dalla musica. E dalla voce del cantante...E' una combinazione di elementi irripetibile, non c'è che dire. Ignoro se esistano cover del brano, dovrei fare una ricerca a riguardo, ma credo che non sarebbe all'altezza dell'esecuzione di Michale Stipe. I più curiosi potranno trovare su TuTubo anche qualche esibizione dal vivo. Agli altri lascio il video ed una foto di gruppo della band che ha un che di inquietante e soprannaturale nello sguardo del leader... Pazzo o genio? Il confine è labile. Ma la sua musica è stupenda.
Buon ascolto e buona visione.